L’assegnazione di Velo-city 2026 conferma Rimini come uno dei modelli urbani più dinamici sul fronte della mobilità sostenibile. Negli ultimi anni la città ha investito in modo decisivo in questa direzione: nuovi spazi pubblici, una rete ciclabile più estesa, un lungomare riprogettato, un centro storico ripensato, servizi volti a rendere gli spostamenti più sicuri, accessibili e sostenibili.
Questa direzione combacia con il tema scelto per l’edizione 2026, “Delivering the Urban Dream“: ripensare le città come luoghi più verdi, inclusivi, costruiti attorno alla qualità della vita delle persone.
L’edizione 2026 si terrà dal 16 al 19 giugno e si annuncia come uno dei più importanti appuntamenti internazionali sul futuro della mobilità urbana. Il programma prevede oltre 80 sessioni e circa 400 relatori da tutto il mondo, che discuteranno di progettazione urbana, infrastrutture ciclabili, trasporto multimodale, turismo sostenibile, salute pubblica e inclusione sociale.
Tutto ruota attorno a cinque grandi temi:
- Built to inspire — la qualità degli spazi urbani;
- Cycling for life — stili di vita attivi;
- Multimodality — l’integrazione tra i diversi sistemi di trasporto;
- Travel reimagined — turismo sostenibile come motore delle città;
- Good vibes — una transizione davvero inclusiva e accessibile.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è la Bike Parade di mercoledì 17 giugno: una pedalata collettiva di circa 10 km che attraversa Rimini, dal lungomare al centro storico. Il fulcro dell’evento sarà il Bike Village nel Parco Fellini, punto d’incontro aperto al pubblico con musica, food, installazioni interattive e iniziative dedicate alla sicurezza stradale.
Per Rimini, Velo-city 2026 è molto più di una vetrina internazionale. L’evento punta a lasciare un segno sul territorio, rafforzando il posizionamento della città come modello di innovazione urbana e sostenibilità. Una spinta concreta al turismo sportivo e culturale, e allo sviluppo di infrastrutture legate alla mobilità dolce e alla qualità dello spazio pubblico.
Un percorso che potrebbe diventare un riferimento anche per altre città italiane — Milano compresa, dove ciclabilità e sicurezza stradale sono ormai temi centrali del dibattito pubblico. Tra traffico, inquinamento e domanda crescente di mobilità sostenibile, la sfida non è solo aprire nuove ciclabili: è costruire un sistema urbano davvero a misura di bici e di persone — infrastrutture continue, strade più sicure, integrazione efficace tra bici e trasporto pubblico, più aree pedonali. Un cambiamento culturale, prima ancora che urbanistico, che molte città italiane saranno chiamate ad affrontare nei prossimi anni.