La Milano – Sanremo è ormai alle porte. La famosa corsa ciclistica si terrà il prossimo 21 marzo. Conosciuta anche come Classica di Primavera o Classicissima, rappresenta la corsa di un giorno più celebre disputata in Italia. Con una distanza che sfiora i 300 km, è inoltre la più lunga tra le gare di questo tipo. Il tracciato e il chilometraggio, fatta eccezione per poche varianti, sono rimasti quasi immutati fin dalla prima edizione: un elemento piuttosto raro nel panorama delle grandi classiche internazionali.
Abbiamo scelto di ripercorrere alcune delle tappe più evocative della Milano–Sanremo attraverso tre canzoni passate dal Festival di Sanremo, appena concluso, che, anche per i meno appassionati, resta un appuntamento centrale dell’immaginario musicale italiano.
Pavia — Piazza Grande, Lucio Dalla
La prima tappa del nostro viaggio coincide con il punto di partenza della gara: Pavia, Piazza della Vittoria. Per raccontarla abbiamo scelto Piazza Grande, il brano che Lucio Dalla portò al Festival di Sanremo nel 1972.
Anche se la canzone viene spontaneamente associata a Bologna, negli anni lo stesso Dalla e il paroliere Sergio Bardotti, pavese di origine, hanno lasciato spazio a una lettura più aperta. Più che raccontare un luogo preciso, Piazza Grande restituisce il senso della piazza italiana: animata, popolare, incrocio di vite. Ed è proprio così che immaginiamo Piazza della Vittoria, il cuore della città che accoglie i ciclisti al via: un luogo di passaggio che, per un momento, nel mescolarsi di emozioni e anime, diventa casa di tutti.
“Una famiglia vera e propria non ce l’ho
E la mia casa è piazza grande
A chi mi crede prendo amore e amore do
Quanto ne ho”
Riviera ligure — Crêuza de mä, Fabrizio De André
Per raccontare questo tratto della corsa abbiamo scelto Crêuza de mä, che in genovese significa “sentiero di mare”. È una scelta che, pur non appartenendo alla storia del Festival in senso stretto – anche perché Fabrizio De André non ha mai amato le competizioni musicali – nel 2025 è arrivata sul palco dell’Ariston grazie all’interpretazione di Bresh, ligure di Lavagna e molto legato a questo brano, insieme a Cristiano De André.
Pubblicata nel 1984 nell’omonimo album realizzato con Mauro Pagani, Crêuza de mä è una delle canzoni più intense di De André e riesce a restituire la Liguria nella sua forma più articolata. In questa parte del percorso, come nel brano, il mare si avvicina, la strada si fa stretta, i passaggi si snodano tra costa ed entroterra, tutto diventa più ritmato. Dentro ci sono i ritorni a riva dei marinai, la fatica, il movimento e le vite di mare.
“Bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na crêuza de mä”
(“Padroni di una corda marcia d’acqua e di sale,
che ci lega e ci porta in una crêuza di mare”)
Sanremo — Nel blu dipinto di blu, Domenico Modugno
L’ultima tappa del nostro viaggio è quella dell’arrivo: Sanremo, traguardo finale della Classicissima. Affacciata sulla Riviera di Ponente, la città dei fiori è da decenni anche il teatro del più noto festival della canzone italiana. Per raccontarla abbiamo scelto Nel blu dipinto di blu (Volare) di Domenico Modugno, il brano che, dopo la vittoria al Festival del 1958, è diventato uno dei simboli della musica italiana nel mondo.
Questa canzone restituisce bene il senso del finale: lo slancio degli ultimi metri, la leggerezza, quando dopo una corsa lunghissima si arriva finalmente sul traguardo. Volare porta con sé la stessa forza iconica e la stessa emozione che si respirano agli arrivi in gara.
“E volavo, volavo felice
Più in alto del sole ed ancora più su
Mentre il mondo pian piano spariva, lontano laggiù
Una musica dolce suonava soltanto per me”