La settimana della bici a Milano

5 - 11 ottobre 2026

Mai fiacchi, qualche volta a cannone. La giusta via di mezzo è a Cannella! Intervista a Luca Fontana

Cannella nasce a Lecco e oggi è arrivata anche a Milano. È una crew e una community ciclistica molto vivace, con pedalate collettive, training camp, eventi e una presenza sui social che ne ha allargato velocemente i confini. Più che un insieme di persone che pedalano, è un modo di vivere intorno alla bici, fatto di ispirazione, divertimento e appartenenza, con spirito di dare il massimo, ma senza ansia da prestazione - quello che loro riassumono in due parole: “Sempre a cannella”.

Abbiamo incontrato Luca Fontana, uno dei fondatori, che ci ha raccontato com’è nata Cannella, cosa la tiene insieme e dove vuole arrivare. Dalle prime uscite tra amici a una realtà che continua a crescere. Cosa significa, davvero, vivere lo sport “a cannella”.

Le origini

Cos’è Cannella e com’è nata?

Cannella nasce quattro anni fa a Premana, provincia di Lecco, una sera in una baita dopo una gara. Siamo un gruppo di amici che ha sempre fatto sport insieme — dalla bici alla corsa — e proprio lì ci siamo resi conto che tra Lecco, Valtellina e Valcamonica mancava uno spazio capace di mettere insieme ragazzi e ragazze che spesso si sentono tagliati fuori.

Il punto è che in tanti trovano un muro già nel momento in cui vorrebbero iniziare uno sport, perché fin da piccoli si vive una pressione enorme sulla prestazione. E così si perde la cosa più importante: divertirsi e farlo con gli amici. È stata quella la svolta.

Oggi Cannella è una community outdoor con un’anima agonistica, ma vissuta sempre con leggerezza. E continuiamo a crescere portando avanti lo stesso spirito di sempre: vivere lo sport in modo libero e autentico, ognuno con i propri tempi, ma con qualcosa che ci tiene tutti insieme.

La Community

Quanti siete nella vostra community e da dove venite principalmente?

Siamo partiti in venti, oggi siamo intorno alle 600-700 persone, e il numero continua a salire. Oltre a chi partecipa dal vivo, c’è poi tutta la community che ci segue su Instagram, dove proviamo a far passare il nostro modo di vivere lo sport e, più in generale, la vita.

Non abbiamo affiliati né soci, non c’è nessun tesseramento: Cannella è prima di tutto una questione di energia, di condivisione e di vibe.

Le attività

Cosa fate in concreto?

Quest’anno abbiamo aperto ufficialmente la società. Organizziamo eventi, soprattutto nelle nostre zone, per dare visibilità a gare e iniziative che meritano tanto ma che restano sottotraccia. Noi le viviamo da sempre, perché siamo dentro questo ambiente, ma ci siamo accorti che fuori quasi nessuno le conosceva. Vogliamo aiutarle a crescere e ad arrivare a più persone.

Un’altra cosa importante è il tifo alle gare: sono momenti di grande aggregazione, e per la community un’occasione unica per ritrovarsi. Poi ci sono le run e le uscite dedicate al ciclismo.

In questo periodo stiamo lavorando anche sul nostro brand. A breve sarà lanciato anche il sito, dove si troveranno tutti gli eventi, i corner che mettiamo in piedi e i prodotti che svilupperemo con diverse collaborazioni. E lavoriamo con vari partner su eventi e progetti condivisi.

Come si diventa Cannella?

Perché e come si diventa parte della community?

Chiunque può entrare a far parte di Cannella. Basta scriverci, presentarsi a un’attività e viverne lo spirito. Non ci sono vincoli: chi si ritrova nel nostro modo di vivere lo sport è il benvenuto.

Per noi vuol dire farlo in modo libero, senza filtri, un po’ irriverente, non perché ti senti obbligato, ma perché ne hai voglia. È quella sensazione di svegliarti la mattina con la voglia di uscire, di affrontare una salita o di allenarti solo perché ti fa stare bene.

Il futuro della crew

Dove vorreste portare la vostra crew nei prossimi anni?

Mi piacerebbe partecipare a tanti eventi con un bel gruppo e organizzare anche qualche trasferta per le gare più importanti. Ad esempio, a luglio, vorremmo andare tutti insieme al Tour de France sull’Alpe d’Huez. L’obiettivo è creare un forte senso di appartenenza.

Per ora la community è concentrata soprattutto dalle nostre parti, ma stanno nascendo gruppi anche a Milano e in altre località. Mi piacerebbe vedere tante Cannella diverse, ognuna con la propria identità, come sta già succedendo in Val Trompia e a est del Lago di Garda.

L’idea, in futuro, è quella di unire tutte queste realtà e ritrovarsi in un grande evento comune, magari con una sfida amichevole tra le varie “fazioni” di Cannella: un’occasione per divertirsi, conoscersi e rafforzare ancora di più il senso di community.

Lo spirito Cannella

Qual è il vostro “spirito” quando pedalate insieme?

Arriviamo quasi tutti da un contesto agonistico e, quindi, c’è sempre la voglia di dare il massimo quando facciamo sport. Ma quello che conta davvero è farlo con passione e con lo spirito giusto: né troppo fiacchi, né ossessionati dalla prestazione. Questo stile che per noi è “Cannella”.

Lo vediamo bene, ad esempio, durante la Varennata che organizziamo ogni lunedì. Da fuori può sembrare un’uscita per chi va fortissimo, ma in realtà il percorso è a senso unico e tutti si aspettano. Ognuno può mettersi alla prova con i propri ritmi, che tu arrivi primo o ultimo, ti diverti allo stesso modo. È questo che rende l’esperienza speciale. Un po’ di tutto questo nasce da dove veniamo: tanti di noi sono passati dal mondo SWATT, e quella scuola in qualche modo ci ha formato.

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