Leonardo Corradini è un cicloviaggiatore appassionato, con una forte inclinazione per il web e la condivisione delle proprie esperienze. Da decenni pratica il cicloturismo, prediligendo itinerari nella natura, luoghi remoti e poco frequentati, dove avventura e scoperta si incontrano. Ama raccontare viaggi autentici e selvaggi, ispirando altri a esplorare il mondo in sella a una bici. Ne parla sul suo blog Life in Travel, molto conosciuto tra i fan del mondo bike e gravel.
Con lui abbiamo affrontato diversi temi, tra cui i suoi viaggi, la passione per la bicicletta e qualche interessante aneddoto delle sue esperienze passate, in un’intervista da leggere tutta d’un fiato. Buona lettura!!
Il mondo bike e gravel: uno stile di vita
Da dove nasce la tua passione per il mondo bike e gravel?
La mia passione nasce da lontano. Provengo da una famiglia di ciclisti: mio padre è stato un ciclista di livello quasi professionistico e mio fratello è tuttora un grande appassionato. Io rappresento un po’ la pecora nera della famiglia, perché mi sono avvicinato alla bicicletta da una prospettiva diversa. Circa trent’anni fa mi sono appassionato soprattutto al viaggio in bicicletta e, successivamente, al mondo gravel, che negli ultimi anni ha in parte assorbito e reinterpretato l’universo del cicloturismo. In definitiva, tutto nasce da una passione familiare che, nel mio caso, si è sviluppata attraverso il desiderio di viaggiare e di vivere la bicicletta come strumento di scoperta.
I viaggi e i percorsi: il passato
Quali sono i viaggi più importanti o significativi che hai svolto finora?
Ho fatto molti viaggi in bicicletta nel corso degli anni; quindi, stilare una classifica è sempre complicato. Tuttavia, ce ne sono alcuni che hanno avuto un significato particolare. Il primo è un viaggio di quasi un anno nel Sud-est asiatico, realizzato molti anni fa. È stato il mio primo vero grande viaggio e mi ha permesso di attraversare gran parte della regione. Inoltre, l’ho condiviso con la mia ex moglie, un aspetto che lo rende ancora oggi un’esperienza particolarmente importante nel mio percorso personale. Un altro viaggio che ricordo con grande intensità è quello sulle Ande, fatto qualche anno più tardi. È stata l’occasione per scoprire luoghi che fino a quel momento avevo solo sognato, come il Salar de Uyuni, il deserto di Atacama e l’altopiano boliviano. Sono paesaggi straordinari che mi hanno lasciato un segno profondo e che considero tra le esperienze più significative dei miei viaggi.
Diario di viaggio
Hai qualche aneddoto o momento divertente di questi viaggi da condividere?
Uno degli episodi più curiosi che ricordo risale a un viaggio nel Sud-est asiatico, sull’isola di Java, in Indonesia. Una sera, non riuscendo a trovare un posto dove campeggiare, chiedemmo aiuto alla polizia locale. Ci offrirono uno spazio sul retro della stazione e iniziammo a montare la tenda. Solo dopo ci rendemmo conto che stavamo dormendo all’interno della piccola prigione del villaggio, proprio accanto alle celle. La situazione divenne ancora più singolare quando arrivarono i parenti dei detenuti: invece di visitare i loro familiari, molti sembravano più interessati a osservare noi, due cicloturisti stranieri accampati in carcere. Nonostante l’atmosfera surreale, la serata si trasformò in un momento di grande convivialità, tra chiacchiere con detenuti e poliziotti e tanta curiosità reciproca. Ancora oggi ricordo quella notte come una delle esperienze più insolite e divertenti di tutto il viaggio.
I viaggi e i percorsi: il futuro
Quali sono i tuoi obiettivi di viaggio per il futuro?
Proprio oggi ho prenotato un volo per Vancouver, e quindi quest’estate faremo un paio di mesi in Canada, nel Grande Nord, seguendo in parte il Great Divide e in parte un altro itinerario canadese, vedremo come andrà questo viaggio.
La storia del progetto LIT
Parlaci del progetto Life in Travel?
Il blog è nato quasi vent’anni fa, nel 2007, dopo un viaggio in Nuova Zelanda che, per certi versi, considero il mio primo grande viaggio in bicicletta. In realtà avevo già fatto molte esperienze simili, ma quello fu il primo viaggio di lunga durata e rappresentò un momento importante del mio percorso. L’idea nacque dal desiderio di condividere informazioni ed esperienze con altri appassionati. All’epoca, infatti, le risorse online dedicate al cicloturismo e ai viaggi in bicicletta erano ancora molto poche, e sentivo che ci fosse spazio per raccontare ciò che avevo imparato sul campo. Il progetto è quindi nato soprattutto per passione e con uno spirito di condivisione. Nel corso degli anni, però, il blog si è evoluto. Quello che era iniziato come un semplice progetto personale è diventato progressivamente un’attività professionale. Oggi, oltre a essere un progetto editoriale, comprende anche l’organizzazione di viaggi e altre iniziative legate al mondo del cicloturismo. Di fatto, da circa quindici anni è diventato il mio lavoro a tempo pieno.
Tips per i viaggiatori
Quali consigli daresti a chi desidera intraprendere viaggi in bicicletta particolarmente impegnativi, come quelli che hai affrontato tu?
Più che dare consigli specifici, credo sia importante fare esperienza e capire quale sia il proprio modo di vivere il cicloturismo. Oggi esistono tanti approcci diversi: cambia la bicicletta, il ritmo di viaggio, l’attrezzatura e persino il modo di interpretare l’avventura. Per questo, prima di scegliere equipaggiamento e itinerario, è utile conoscere le proprie esigenze e il tipo di viaggiatore che si desidera essere. Un altro elemento fondamentale è lasciare spazio all’imprevisto. La preparazione è importante, ma spesso sono proprio gli incontri inattesi e le situazioni non programmate a trasformarsi nei ricordi più belli. Da quando ho iniziato a viaggiare in bicicletta, negli anni Novanta, molte cose sono cambiate e oggi i ciclo-viaggiatori sono molto più diffusi. Eppure, la bicicletta conserva una qualità unica: favorisce l’incontro con le persone e permette di vivere i luoghi con lentezza e autenticità, creando relazioni che difficilmente nascerebbero in altri modi.