La settimana della bici a Milano

5 - 11 ottobre 2026

Intervista a Barbara Bonori di Upcycle Milano Bike Cafè

Upcycle Milano Bike Cafè è un concept bar e bistrot a Milano. Nasce dall’iniziativa di un gruppo di appassionati delle due ruote uniti da una visione comune: contribuire in modo concreto alla costruzione di una città più vivibile e sostenibile. Il loro impegno non si limita alla promozione di una mobilità alternativa, ma si estende a un ripensamento più ampio dello stile di vita urbano, che valorizzi il tempo, favorisca la convivialità e migliori la qualità delle relazioni sociali.

Abbiamo intervistato Barbara Bonori, socia fondatrice del locale, che ci ha accompagnato alla scoperta dell’universo Upcycle: dalle origini del progetto agli eventi che animano la sua comunità, fino alle collaborazioni con associazioni e realtà affini. Un racconto ricco di spunti che svela non solo l’identità del luogo, ma anche la visione e i valori che lo guidano.

Upcycle Milano Bike Cafè: le origini

Quando nasce Upcyle Cafe e qual è l’idea che porta alla creazione di questo progetto? 

Upcycle Bike Café è nato nel 2013 da un gruppo di amici, diventati poi soci in questa avventura. Ci univa la passione per la bicicletta: chi più legato allo sport in generale, chi ad un uso urbano, chi invece la praticava in modo intensivo. A un certo punto ci siamo messi insieme, spinti soprattutto dall’idea di Matteo, che aveva visto all’estero il modello del bike café.

Il nostro principale riferimento è stato il Look Mum No Hands di Londra, che purtroppo oggi non esiste più, e la cosa ci è dispiaciuta molto, perché è stato attivo a lungo. Da lì è nata la domanda: perché non provare a portare questo modello anche a Milano?

Per noi il bike café doveva essere un luogo di ritrovo per ciclisti, ma non esclusivo: anzi, l’idea è sempre stata quella di aprirci a tutti. Chi vive la città in bicicletta sogna di contagiare quante più persone possibili, di avvicinarle a questo modo di muoversi, anche per una questione di sostenibilità. La sostenibilità, sia ambientale sia sociale, è infatti un altro valore fondamentale che condividiamo tra noi soci.

Le caratteristiche principali

Quali sono le caratteristiche principali che distinguono Upcycle Cafe dagli alti bar/locali? 

Fin dal primo giorno abbiamo voluto costruire un vero e proprio palinsesto culturale legato alla bicicletta. Per noi, infatti, bike café non significa semplicemente avere biciclette appese alle pareti, ma fare vera e propria “cultura del pedale”, come dice sempre Roberto uno dei soci. Questo vuol dire proporre un calendario di eventi, creare occasioni di incontro e confronto.

Abbiamo anche la fortuna di avere uno spazio accanto al locale, un open space che durante il giorno funziona come co-working gestito dalla società Avanzi, che a sua volta fa parte della compagine societaria di Upcycle. La sera, invece, quello stesso spazio si trasforma e diventa il luogo in cui organizziamo i nostri eventi.

Gli eventi a Upcycle

Che eventi proponete per il vostro pubblico di ciclo-amanti e non?

Organizziamo eventi di diverso tipo: presentazioni di libri a tema bicicletta, incontri con trainer per l’allenamento in bici, proiezioni, racconti di viaggio. Proprio il filone del viaggio è uno dei nostri cavalli di battaglia: dal 2016 portiamo nel locale cicloviaggiatori di ogni genere. In questi anni abbiamo visto crescere, insieme a queste iniziative, anche la voglia di andare in bici, e si è formata una bella comunità attorno al viaggio in bicicletta.

Inoltre, organizziamo pedalate e parliamo di bici a 360 gradi: dalla bici urbana a quella sportiva, sia off-road che su strada. Credo che ciò che ci contraddistingue davvero sia proprio il nostro palinsesto, siamo stati i primi a Milano a mettere insieme il concetto del fare cultura della bicicletta accanto a un café.

Le collaborazioni

Con quali realtà del territorio collaborate sul tema della ciclo-mobilità?

Nel tempo abbiamo costruito relazioni con molte realtà attive a Milano sul tema della mobilità urbana. Sosteniamo spesso iniziative, petizioni e progetti che riteniamo importanti per la città, collaborando con associazioni come Massa Marmocchi, che accompagna i bambini a scuola in bicicletta, o come FIAB, oltre a tante altre realtà locali.

Negli anni è cresciuta molto la comunità legata alla bicicletta: se all’inizio c’erano soprattutto grandi associazioni nazionali, oggi esiste una rete ampia e variegata di realtà che promuovono la mobilità sostenibile. In questo contesto ci sentiamo un po’ una casa aperta per tutti, un punto di incontro per chi vuole parlare di questi temi.

Abbiamo poi esteso la nostra attività anche a livello nazionale, in particolare nel mondo dei bike trail, percorsi lunghi e orientati all’esplorazione del territorio, una forma di cicloturismo moderno e autonomo tanto che in questo ambito e ogni anno, a novembre, organizziamo un evento che riunisce gli organizzatori di bike trail da tutta Italia, diventando così un punto di riferimento per la comunità.

La mobilità secondo Upcycle Cafè

Come voi di Upcycle Cafe affrontate il tema della mobilità e come la città di Milano dovrebbe operare per diventare più “bike-friendly”?

Uno dei principali ostacoli all’uso della bicicletta a Milano è la sicurezza, insieme al problema dei furti: sono sempre stati due grandi deterrenti.

Su questi temi cerchiamo di fare la nostra parte, ma anche di lavorare sull’educazione. Non possiamo aspettare che la città venga completamente trasformata con nuove infrastrutture per sentirci sicuri: dobbiamo anche imparare a usare meglio ciò che già esiste. Per esempio, misure come il limite dei 30 km/h possono rendere le strade più vivibili e sicure, anche senza piste ciclabili dedicate.

Credo sia importante superare l’idea che si possa andare in bici solo dove ci sono ciclabili protette: in una città come Milano non è sempre possibile. Dobbiamo invece puntare sulla condivisione dello spazio urbano, con regole nuove e più rispetto reciproco.

In questa direzione abbiamo sostenuto anche iniziative come quelle della Fondazione Michele Scarponi, che promuove proprio il concetto che la strada è di tutti. Serve sicuramente più coraggio da parte della politica, ma anche consapevolezza da parte dei cittadini: la città non può essere ricostruita da zero, quindi dobbiamo imparare a conviverci, come pedoni, ciclisti e automobilisti, trovando un equilibrio comune.

La bicicletta nella quotidianità

Domanda off-topic: lei va spesso in bicicletta? Se si quali percorsi predilige?

Vado in bicicletta da sempre e la bici sportiva la pedalo da ormai trent’anni. Non sono originaria di Milano, ma anche quando vivevo in provincia la usavo già come mezzo di trasporto quotidiano. Oggi continuo a muovermi così in città, anche per andare al lavoro.

Accanto all’uso urbano, c’è poi la mia passione sportiva: pratico ciclismo su strada, mountain bike e gravel. In fondo, posso dire che gran parte della mia vita ruota intorno alla bicicletta.

Non è un caso, insomma, che mi ritrovo nel Bike Café di Milano.

Potrebbe interessarti anche

italian outdoor fest

C'è un Outdoor festival a Milano, e ci saremo anche noi! Dal 9 all'11 maggio ci becchiamo al BASE, Milano, Via Bergognone 34.