Milano torna sotto i riflettori del Giro d’Italia dopo 5 anni: il 24 maggio la città si prende il traguardo della tappa da Voghera, chiudendo la seconda settimana di gara. È il 90° arrivo in città: un legame solidissimo con la corsa, che per 79 volte ha fatto alzare il sipario proprio qui. Tappa da velocisti, quindi ritmo alto e ultima chance per gli sprinter prima che inizino le salite vere. L’ultimo finale milanese? 2021, con la crono decisiva conquistata da Filippo Ganna per questa tappa. Fu poi Egan Bernal, invece, a vincere il Giro.
L’edizione 2026, la numero 109, parte dalla Bulgaria e punta forte sul fascino della Penisola. Prima di Milano, il 14 maggio il Giro fa tappa a Napoli, con arrivo in Piazza del Plebiscito: una scelta che spariglia le carte e rende tutto meno scontato. Gran finale il 31 maggio a Roma: passaggi iconici tra Fori Imperiali, Colosseo e il litorale di Ostia.
Il legame tra Milano e il Giro d’Italia parte da lontanissimo: è il 1909, prima edizione, quando La Gazzetta dello Sport lancia la corsa facendo partire tutto da qui, giù fino a Napoli e ritorno. Da allora Milano è rimasta nel DNA della Corsa Rosa: strade iconiche, storia che si sente sotto le ruote e un’energia che trasforma ogni partenza in hype puro e ogni arrivo in momento da ricordare. Che sia una crono tirata o uno sprint all’ultimo metro, la vibe milanese è uno dei tratti più riconoscibili del Giro. Non a caso è la città che più spesso si prende il gran finale: su oltre cento edizioni, ben 79 si sono chiuse qui. Un dominio che non è casuale: Milano è uno snodo chiave per organizzazione, media e pubblico da tutta Italia, il posto dove tutto converge e la corsa diventa spettacolo totale
Nel tempo, il Giro d’Italia ha scritto i suoi finali in spot iconici di Milano: dal Velodromo Vigorelli “tempio della pista” alle strade attorno al Duomo di Milano, fino al flow più moderno del Quadrilatero della Moda e delle vie intorno a Corso Venezia, spesso teatro di crono decisive.
Qui sono passate pagine pesanti: 1953, Vigorelli in fiamme e Fausto Coppi si prende il suo quinto Giro. Poi il 1969 di Felice Gimondi, tirato e pieno di colpi di scena, e il 1998 di Marco Pantani: il “Pirata” che chiude la doppietta Giro-Tour, roba da élite assoluta. Fast forward: le strade milanesi continuano a incoronare i nuovi leader del gruppo come Tao Geoghegan Hart ed Egan Bernal, premiati proprio nel cuore della city.
Qui il traguardo non è solo fine gara: è momento simbolico, dove passato e presente del ciclismo si incrociano. Tra folla, rumore e adrenalina, Milano trasforma ogni finale in uno show che esalta tutto: gambe, testa e storie costruite km dopo km lungo tutta la Penisola.