La settimana della bici a Milano

5 - 11 ottobre 2026

Cultura e competenze: la città ciclabile si costruisce anche così

Abbiamo dialogato con Sergio Rossi, Direttore Formaper – Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per raccontare cosa rende la bici una possibilità concreta per imprese e cittadini: la risposta non è soltanto nelle infrastrutture, ma in una Bike Economy fatta di servizi, competenze, lavoro e filiere. Negli ultimi anni la Camera di commercio ha promosso il programma Bike Economy per rafforzare questo ecosistema: formazione, incontro tra profili e aziende e misure di supporto su cicloturismo, casa-lavoro e city logistics. I progetti sono molti, come abbiamo visto nella scorsa newsletter.

Bike to Work e City Logistics: programmi integrati e misurabilità

«Quello che abbiamo imparato – spiega Sergio Rossi, Direttore Formaper, Camera di commercio – è che il successo non arriva mai con interventi spot. Ciò che funziona davvero è l’adozione di un programma integrato: non basta finanziare l’acquisto delle biciclette attraverso i contributi della Camera di commercio, bisogna cambiare la cultura aziendale.»

Lo si vede bene nelle attivazioni legate all’iniziativa Bike to Work e City Logistics, promossa dalla Camera di commercio e ora alla seconda call, per supportare progetti di mobilità su due ruote da parte delle PMI del territorio (tragitto casa-lavoro; spostamento del personale e logistica). Come vedevamo la volta scorsa, sono già una cinquantina le imprese che si stanno muovendo per sostituire i mezzi a motore con la bicicletta.

«È fondamentale supportare le imprese nell’introdurre strumenti oggettivi per monitorare i risultati – spiega Rossi. Le aziende oggi hanno bisogno di dati certi: misurare con precisione la riduzione della carbon footprint, ad esempio, trasforma un progetto di mobilità in un asset fondamentale per la competitività dell’impresa, migliorandone il posizionamento verso filiera e investitori, ma anche riducendo i rischi e i costi operativi e assicurando la continuità del business a lungo termine.»

«È importante – aggiunge – operare per diffondere la cultura dell’impresa e dei benefici della sostenibilità, e farlo proponendo alle imprese strumenti, formazione e servizi concreti, modellati sulla base dei loro bisogni.»

Professionalità e competenze

«Oggi il mercato vive un paradosso: la domanda di mobilità ciclistica cresce, come ci dicono i recenti dati dello sharing cittadino (abbonamenti raddoppiati nell’ultimo anno), ma mancano le figure chiave per sostenerla, in particolare quella del meccanico riparatore. Dobbiamo smettere di pensare al meccanico come a qualcuno che stringe solo bulloni; l’avvento delle e-bike ha cambiato radicalmente le regole del gioco. Oggi parliamo di mezzi complessi che integrano la meccanica con elettronica e software: servono competenze specializzate e una formazione pratica continua per intervenire su tecnologie che sono diventate estremamente sofisticate.»

Per rispondere a questo bisogno, all’interno di Bike Economy – La Scuola è partito da poco un nuovo percorso per chi vuole entrare davvero nel settore. «Il nuovo corso ‘Tecniche di riparazione e manutenzione bike’, della durata di 1000 ore. Si tratta del primo percorso di questo tipo a livello nazionale, un percorso intensivo e altamente specializzato post diploma, IFTS (Istruzione Formazione Tecnica Superiore) rivolto ai soli under 35, progettato per formare operatori e professionisti del settore bike.»

«Il bagaglio di competenze che rilascia il corso è ad ampio raggio, in linea con la complessità del mezzo: dalle tecniche di manutenzione di biciclette e e-bike, alla costruzione, saldatura e assemblaggio dei telai, dal funzionamento dei sistemi di trazione elettrica e delle tecnologie innovative del settore bike all’acquisizione di soft skills per entrare nel mercato del lavoro come dipendente o imprenditore.»

Il principio che muove queste proposte è che una città ciclabile si costruisce attraverso un sistema regga nel tempo: con reti adeguate, figure preparate e consapevolezza diffusa. Serve una cultura condivisa — tra cittadini, aziende e istituzioni — e servono competenze che rendano la bici affidabile e “normale” ogni giorno. È spesso lì che si misura la distanza tra una crescita reale e un fenomeno che resta episodico.

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