Nell’ultimo mese il dibattito sulla mobilità urbana a Milano – come a Roma – si è ridestato fino a trasformare temi molto concreti, come la ciclabile di Corso Buenos Aires, in simboli politici. La ciclabilità, le pedonalizzazioni, le ZTL finiscono spesso nell’arena delle contrapposizioni ideologiche, perdendo il loro valore originario: un punto di partenza volto a migliorare la vita quotidiana di chi la città la abita, la attraversa, ci lavora.
Nonostante il rumore di fondo e le narrazioni che descrivono scenari gravosi, Milano continua a essere una delle città più performanti del Paese. La classifica 2025 di ItaliaOggi sulla qualità della vita la colloca al primo posto su tanti fronti, servizi, reddito medio, infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, pur evidenziando forti disparità interne e un dato critico sulla sicurezza sociale. È un paradosso solo apparente: la città eccelle, è efficiente, ma rimane complessa.
E quando parliamo di mobilità, la complessità emerge ancora più chiaramente. Secondo l’Atlante italiano dei morti e dei feriti gravi in bicicletta (Politecnico di Milano), Milano è la città con il maggior numero di incidenti a livello nazionale. Il bilancio del 2025 è durissimo.
La coincidenza con la Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada – celebrata ogni terza domenica di novembre – ad ogni modo ricorda che su alcuni temi la città si ritrova unita: la sicurezza è un terreno comune, che riguarda tutti.
Proprio per questo è fondamentale continuare a fare rete e mantenere vivo il dialogo tra amministrazione, comitati e cittadinanza.